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Hai studiato l’ascesa e la caduta dell’URSS, hai letto Guerra e Pace di Tolstoj e hai persino ascoltato alcune opere di Tchaikovsky ma quanto ne sai veramente del russo? Sapevi che gli astronauti devono imparare il russo prima di andare nello spazio? O che non esiste il verbo essere al presente? Se vuoi scoprire 10 curiosità su questa lingua affascinante, sei atterrato nel posto giusto!

 

Ecco 10 fatti curiosi sul russo che dovresti conoscere prima di cimentarti nello studio.
  • Le origini.
    Il russo deriva dal vecchio slavo orientale e, come tale, condivide forti somiglianze con il bielorusso e l’ucraino. Con l’adozione del Cristianesimo, è stato sviluppato un nuovo alfabeto: l’alfabeto cirillico. Il russo fu standardizzato durante il XVIII secolo e poi semplificato dopo la rivoluzione russa del 1917
  • Il verbo “essere” esiste solo al tempo passato e al futuro.
    Alcune lingue (per esempio lo spagnolo) hanno diversi modi per esprimere il verbo “essere”. In altre invece, il verbo non esiste proprio (per esempio l’arabo). Il russo è una lingua unica: il verbo “essere” (быть) esiste, ma non è mai coniugato al tempo presente. Si utilizza solo nelle costruzioni al passato o al futuro.
  • Tutti gli aggettivi hanno più sillabe – con un’eccezione.
    Molte parole russe sono monosillabiche. Tuttavia, quasi tutti gli aggettivi sono bisillabi o hanno addirittura più sillabe. L’unica eccezione è злой, che significa “arrabbiato”.
  • Il russo è la lingua più diffusa in Eurasia.
    Con più di 170 milioni di madrelingua, il russo è l’ottava lingua più parlata al mondo.Tuttavia, a causa delle enormi dimensioni della Russia, i madrelingua russi coprono la maggiore estensione geografica di tutte le altre lingue in Eurasia. Superano addirittura la Cina, che ha un numero di madrelingua sette volte maggiore.
  • L’accento di una parola può alterarne il significato.
    In russo, la posizione in cui cade l’accento è importante. Per esempio, я плачу significa “sto pagando” e l’enfasi cade sulla seconda sillaba. я плáчу, invece, significa “sto piangendo” e l’accento cade sulla prima sillaba.
  • Se vuoi essere un astronauta, impara il russo.
    Vista la presenza russa nella tecnologia spaziale e specialmente nella Stazione Spaziale Internazionale, è obbligatorio che gli astronauti stranieri conoscano il russo. Quindi, se vuoi andare nello spazio, è meglio che apri il tuo dizionario russo tra un esame di astrofisica e l’altro, o dovrai restare coi piedi per terra.

 

  • C’è una regola contro le parole russe che iniziano con la lettera “A”.
    Fin dall’alba dei tempi, i termini russi raramente iniziavano con la lettera “A”. Alcune eccezioni includono азбука (alfabeto) e авось (forse), ma queste eccezioni sono poche e rare. Se incontri una parola russa che inizia per “A”, molto probabilmente deriva da un’altra lingua.
  • L’etichetta conta.
    In russo, esiste una linea sottile tra il formale e l’informale. Devi sapere come rivolgersi a qualcuno in modo formale e informale, perché per loro è molto importante. Quando ti presenti a qualcuno, usa la forma di cortesia, quando vi conoscete meglio, potrai passare al normale “tu”.
  • I nomi russi variano a seconda del genere.
    I nomi russi consistono in: nome, cognome e nome patronimico, ovvero il nome del padre più i suffissi -ovich per i maschi e -ovna per le femmine. Per cui, se un padre di nome Ivan ha un figlio e una figlia, il nome patronimico del maschio sarà Ivanovich, mentre quello della femmina sarà Ivanovna.
  • Non preoccuparti del futuro.
    In russo, non puoi usare il tempo futuro assieme alla prima persona singolare perché i verbi non hanno una forma al futuro per la prima persona. Si può dire “tu vincerai” e “lui/lei vincerà”, ma non si può dire “io vincerò”. Bisogna ricorrere a una perifrasi e dire “io sarò il vincitore”.

Continua a leggerci! Se ti sei perso il nostro articolo Spagnolo for Dummies, lo puoi trovare qui.

 

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Oggi ti propongo una piccola guida dedicata allo spagnolo. Si colloca al secondo posto per numero di parlanti e per diffusione come madrelingua. Spagnolo e italiano sono lingue cugine, appartenenti al gruppo delle lingue romanze del ceppo indoeuropeo. Spesso si prende sottogamba lo studio della lingua perché tanto “basta aggiungere la ‘s’ alla fine delle parole”. Certo, italiano e spagnolo sono simili, peccato che queste similitudini siano i maggiori ostacoli.

 

Ecco 10 fatti curiosi sullo spagnolo che dovresti conoscere prima di cimentarti nello studio.
  • Dov’è parlato?
    Conosciuto anche come castigliano, a causa delle sue origini nella regione spagnola del Castile, lo spagnolo è la lingua ufficiale della Spagna. Si parla anche nelle ex colonie spagnole del Centro e del Sud America, e negli Stati Uniti a causa delle migrazioni. In Africa, lo spagnolo è parlato nella Guinea equatoriale e nel territorio conteso del Sahara occidentale. In Asia, sopravvivono dei resti della lingua nelle Filippine.
  • Che cosa sai in spagnolo?
    Italiano e spagnolo condividono molte parole di origine latina per cui parti già avvantaggiato nello studio della lingua! Per esempio, la maggior parte delle parole che terminano per -zione in italiano, finiscono in -ción in spagnolo: atención, publicación, liberación…
  • È difficile impararlo?
    Lo spagnolo è considerato una delle lingue più semplici da imparare. È una lingua fonetica, ovvero si scrive come si pronuncia, proprio come l’italiano. Per quanto riguarda la grammatica, anche in spagnolo esistono i generi, gli accordi e una serie di tempi verbali simili all’italiano. Attenzione ai falsi amici però! Le somiglianze tra le due lingue possono essere una lama a doppio taglio. Se per esempio per colazione mangi pane, burro e marmellata, non chiedere: “Pan, burro y mermelada por favor” o vi arriverà un asino!
  • I suoni e gli scioglilingua  più difficili.
    Probabilmente la “r” rollata è il suono più difficile da riprodurre per noi italiani. A prima vista la lingua sembra complicata, ma può essere molto divertente provare a pronunciare parole come ferrocarril, carretra, cocodrilo
    Vuoi cimentarti con degli scioglilingua?
    – Como poco coco como, poco coco compro.
    – El perro de San Roque no tiene rabo, porque Ramón Ramírez se lo ha robado.
  • Conosci qualche barzelletta?
    Ci sono tantissime barzellette o chistes in spagnolo riguardo la politica, i dottori, le forze di polizia, l’esercito o altre nazionalità. Quando si inizia a raccontare barzellette, il politically correct non è di certo una priorità
    – “Doctor, doctor, no puedo recordar nada.”
    – “Vale, y desde cuándo tiene Usted este problema?”
    – “¿Qué problema?- “Dottore, dottore, non riesco a ricordare nulla.”
    – “Beh, da quando ha questo problema?”
    – “Quale problema?”

 

  • Imparare lo spagnolo facilita l’apprendimento di altre lingue?
    Lo spagnolo è una lingua romanza di origine latina. Queste lingue hanno una struttura grammaticale e dei vocaboli simili. Se impari lo spagnolo, sarai facilitato nello studio di lingue come il francese, il portoghese, il catalano e il rumeno.
  • Cosa non dire e non fare.
    Attenzione ai falsi amici! Le somiglianze con l’italiano non sempre facilitano lo studio della lingua. Per esempio, se ti senti in imbarazzo, potresti essere tentato dal dire estoy embarazado (per un uomo) o embarazada  (per una donna). In realtà significa “sono incinta”, nel caso di un uomo sarebbe alquanto bizzarro! La frase corretta sarebbe me da vergüenza.
  • Citazioni famose per far colpo sui locali.
    La diligencia es madre de la buenaventura – Miguel de Cervantes Saavedra (1547-1616). Cervantes è il celeberrimo autore di Don Quijote (1605), spesso considerato il primo romanzo moderno e grande classico della letteratura occidentale.
  • Prime pubblicazioni.
    Las Glosas Emilianenses, risalente al 964, è il primo documento noto. Consiste in una raccolta di note in spagnolo e in lingua basca, appuntate a margine di un manoscritto religioso in latino. La Real Academia Española, fondata nel 1713, aveva il compito di dettare le regole della lingua. Al giorno d’oggi, le sue regole sono usate come esempi in tutto il mondo di lingua spagnola.
  • Come essere gentili.
    Come per le altre lingue romanze, ci sono diversi modi per dire rivolgersi alle persone: per chi conosci molto bene e usted negli altri casi. Il plurale è rispettivamente vosotros e ustedes.
    Quando ci si saluta, di solito gli uomini si stringono la mano. In situazioni informali, le donne salutano altre donne o uomini con un bacio sulle guance. Alcune sottigliezze dell’italiano non sono così diffuse in spagnolo e la lingua potrebbe suonare rude di primo acchito. Al bar, per esempio, potrebbero chiederti ¿Qué quiere? che letteralmente significa “cosa vuoi?”, saltando a piè pari la forma più cortese “che cosa vorresti?”.

Continua a leggerci! Se ti sei perso il nostro articolo Tedesco for Dummies, lo puoi trovare qui.

 

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Oggi ti propongo una piccola guida dedicata al tedesco. Può sembrare una lingua cupa, dai suoni aspri e duri, ma vedrai che con l’approccio giusto potrai innamorarti. Non lasciarti spaventare dalla grammatica, è tutta logica e simile all’inglese. 

 

Ecco 10 fatti curiosi sul tedesco che dovresti conoscere prima di immergerti nello studio.
  • Dov’è parlato?
    Il tedesco è una delle lingue più parlate nell’Unione europea ed è la lingua ufficiale di Germania, Austria e Liechtenstein. Inoltre, è una delle lingue ufficiali di Svizzera e Lussemburgo. Esistono altre comunità tedesche sparse in Europa, come la provincia di Bolzano (Bozen) nel Nord Italia e la parte orientale del Belgio, così altre comunità nell’Europa dell’Est, America del Nord e Sud America.
  • Che cosa sai in tedesco?
    Potresti aver provato la Schadenfreude, una gioia scaturita dalla sfortuna altrui. Sicuramente sarai andato al Kindergarten da bambino. Magari hai incontrato la parola Zeitgeist, lo “spirito dei tempi” o aver provato un po’ di Angst da adolescente. Come avrai notato, è tutto tedesco. Se conosci l’inglese, ti accorgerai che è ricco di parole di origine tedesca, e allo stesso modo, il tedesco accoglie a braccia aperte l’inglese. C’è addirittura una parola che descrive questo bizzarro fenomeno: Denglish (D per Deustsch, tedesco).
  • È difficile impararlo?
    Il tedesco è considerata una lingua difficile da studiare. Con i suoi suoni lunghi e avvolgenti, quattro casi, tre generi grammaticali e una pronuncia che fa fare un po’ di stretching a ogni muscolo della bocca. D’altra parte, se conosci l’inglese, potrai notare che sono correlati. Noterai diverse somiglianze che ti permetteranno di imparare il tedesco più facilmente. Le parole composte sono divertenti da imparare e la grammatica è piuttosto logica. Fai solo attenzione alle eccezioni. Il tedesco è una lingua molto descrittiva. I nomi spesso combinano l’oggetto con l’attività. Per esempio: 
    der Staubsauger – l’aspirapolvere, è formato dal nome Staub, polvere e dal verbo saugen, aspirare.
  • I suoni e gli scioglilingua  più difficili.
    Le parole tedesche possono essere incredibilmente lunghe. Prendila come una sfida e leggi la parola lentamente e ad alta voce. Quante parole riesci a riconoscere nei seguenti nomi composti? A causa della crisi, il governo tedesco ha emanato il Wachstumsbeschleunigungsgesetz, atto di accelerazione della crescita, e il Abwrackprämie, piano di rottamazione per sostenere l’industria automobilistica tedesca.
    Se non ne hai ancora abbastanza, ecco uno scioglilingua molto noto:
    – Fischers Fritze fischte frische Fische.

 

  • Conosci qualche barzelletta?
    I tedeschi stanno ancora lavorando al padroneggiare le sottigliezze dell’ironia, tuttavia, come gli altri paesi, anche a loro piace fare battute su persone anziane, bionde e politici. Inoltre hanno una particolare predilezione per le battute sui dipendenti pubblici.-“Warum dürfen Pausen in Ämtern nie länger als 60 Minuten dauern?”
    “Damit man die Beamten nicht jedes Mal neu anlernen muss.”-“Perché i dipendenti pubblici non possono prendersi pause di un’ora?”
    “Perché non c’è abbastanza tempo per formarli di nuovo.”-“Was ist das ideale Geschenk für’s Beamtenbüro?”
    “Ein Bewegungsmelder!”

    -“Qual è il regalo ideale per l’ufficio di un dipendente pubblico?”
    “Un rilevatore di movimento.”
  • Imparare il tedesco facilita l’apprendimento di altre lingue?
    Le lingue più vicine al tedesco sono l’olandese e, che tu ci creda o meno, l’inglese. Il tedesco si colloca tra il ceppo Germanico d’Occidente e il ceppo Indo-europeo, assieme all’inglese, l’olandese, il fiammingo, l’afrikaans e altre lingue. Ci sono alcune somiglianze circa la grammatica, la sintassi e i vocaboli con il norvegese, lo svedese, il danese e l’islandese che, assieme al faroese, fa parte delle lingue nord germaniche. Se ti interessano le lingue del ceppo germanico d’Oriente, puoi provare il gotico o il vandalico, anche se sono estinte da anni.
  • Cosa non dire e non fare.
     Wie geht’s? Come stai? Quando poni questa domanda, aspettati una risposta diretta e onesta, con molte più informazioni personali di quante ti saresti aspettato. I tedeschi, generalmente, non si fanno problemi a parlare apertamente dei loro problemi. Attenzione ai falsi amici! Ci sono parole inglesi che potrebbero trarvi in inganno quando studiate il tedesco. Se ti augurano un Gute Fahrt, significa semplicemente buon viaggio. Bald, non ha nulla a che fare con una persona pelata, significa presto!
  • Citazioni famose per far colpo sui locali.
    Il tedesco è conosciuto per essere la lingua dei Dichter und Denker, scrittori e pensatori. Uno dei più celebri è sicuramente Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832). Il suo Faust I (1808) è considerato la sua opera più importante e tesoro nazionale, così come fonte di molte citazioni comunemente utilizzate.
  • Prime pubblicazioni.
    Il libro più antico scritto in tedesco è probabilmente Abrogans, un dizionario manoscritto di traduzioni dal latino all’Antico Tedesco. Ne è rimasta solo una copia nella libreria di St. Gallen in Svizzera. Uno dei più antichi lavori letterari è l’Hildebrandslied, la canzone di Hildebrand. Risale al 9° secolo e racconta di una battaglia tra un figlio e un padre non riconosciuto (Hildebrand).
  • Come essere gentili.
    Il tedesco è una di quelle lingue che ricorre alla forma di cortesia. Si utilizza il Sie con le persone che non si conoscono e il du con i familiari. Nel business, rivolgiti agli uomini con Herr o Mr, e cognome. Per la donne, usa Frau o Ms, e cognome. Una stretta di mano ferma è un gesto tradizionale per salutare in modo formale. In contesti più rilassati un Hallo seguito da baci sulle guance può andare bene. Attenzione che tra uomini si preferisce una pacca sulla spalla.

Continua a leggerci! Se ti sei perso il nostro articolo Francese for Dummies, lo puoi trovare qui.

 

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Oggi ti propongo una piccola guida dedicata alla lingua francese. Personalmente, il francese è la lingua che preferisco, adoro i suoi suoni, la musicalità delle parole. E poi, lo sanno tutti che è la lingua dell’amore (e della cucina).

 

Ecco 10 fatti curiosi sul francese che dovresti conoscerti prima di cimentarti nello studio.
  • Dov’è parlato?
    È a lingua ufficiale parlata in Francia. Tuttavia il francese si parla anche a Monaco, in Lussemburgo, in alcune zone del Belgio e della Svizzera, nella provincia canadese del Quebec. Non solo, si parla francese anche in Africa settentrionale e centrale, Vietnam, Cambogia, Madagascar e nella Francia d’oltremare. Capita anche di sentir parlare francese anche in alcune comunità di origine francese negli USA, come Maine e Louisiana.
  • Che cosa sai in francese?
    Ci sono molte parole provenienti dal francese che usi abitualmente, per cui, di fatto, conosci parole di ciò che pensi. Hai avuto un déjà vu recentemente? O magari un calice di vino ti sembrava avere un certo je ne sais quoi? In un restaurant o un café, spesso e volentieri trovi pâté o omelette nel menu, così come soufflé o mousse al cioccolato come dessert. Ti senti avvampare? Sorseggia un po’ di champagne. Eh, c’est la vie, no?
  • È difficile impararlo?
    La grammatica francese è simile a quella italiana e spagnola. Se deciderai di studiare questa meravigliosa lingua, dovrai imparare i generi dei nomi, la coniugazione dei verbi e la pronuncia nasale di alcuni fonemi. Alcune vocali hanno accenti che ne cambiano il suono e alcuni verbi comuni sono irregolari. Per esempio: être – essere; avoir – avere; aller – andare; venir – venire.
    Gli avverbi che in italiano finiscono in -mente, di solito finiscono in -ement in francese. Per esempio: rapidement – rapidamente; exactement – esattamente; correctement – correttamente.
  • I suoni e gli scioglilingua  più difficili.
    I francesi potrebbero dirti che la parola più lingua è anticonstitutionnellement. Un lungo avverbio che significa “in un modo veramente anticostituzionale”. Contiene ben 25 lettere, ma è raramente utilizzato.
    Tenta la sorte con alcuni degli scioglilingua più difficili!Pratica i suoni “s” e “ch”:
    – Les chaussettes de l’archiduchesse sont-elles sèches, archi-sèches?
    – Un chasseur sachant chasser sait chasser sans son chien de chasse.
    – Si six scies scient six cyprès, six cents scies scient six cent cyprès.

 

  • Conosci qualche barzelletta?
    Parodie, umorismo e giochi di parole sono molto popolari in Francia e spesso i quotidiani pubblicano vignette comiche o di satira.
    Ecco un paio di barzellette francesi:
    – Au restaurant, le garçon demande au client :
    « Comment avez-vous trouvé le bifteck ? »
    « Tout à fait par hasard, en soulevant une frite ! »-Al ristorante, il cameriere chiede al cliente:
    “Come ha ‘trovato’ la bistecca?”
    “Per caso, quando ho preso una patatina fritta!”-Deux asticots se retrouvent dans une pomme :
    « Tiens ! Je ne savais pas que vous habitiez dans le quartier ! »-Due larve si incontrano in una mela:
    “Ciao! Non sapevo che vivesse nella stessa area/fetta” (si gioca sul duplice significato di quartier = area e fetta).
  • Imparare il francese facilita l’apprendimento di altre lingue?
    Il francese è una lingua romanza, di origine latina. Queste lingue condividono una struttura grammaticale simile e spesso i vocaboli si assomigliano. Se studierai il francese, sarai avvantaggiato nell’apprendimento di lingue come lo spagnolo, il portoghese, l’italiano o il catalano.
  • Cosa non dire e non fare.
    Ti sarà già capitato di trovarti in situazioni imbarazzanti o divertenti circa le lingue straniere. Se vuoi ringraziare qualcuno, puoi dire merci beaucoup. Attenzione però! Devi pronunciare “ou” come “u” altrimenti finirai col fare i complimenti a qualcuno per il suo fondoschiena… Attenzione anche ai falsi amici, per questo vi rimando a questo elenco.
  • Citazioni famose per far colpo sui locali.
    Je pense donc je suisRené Descartes (1596-1650). Il famoso filosofo e matematico che metteva in dubbio la verità su tutto, arrivando così alla sua celebre conclusione.
    Rien ne sert de courir, il faut partir à pointJean de La Fontaine (1621-1695). Famoso per le sue fiabe, spesso e volentieri si ricorre alle morali di La Fontaine nelle conversazioni quotidiane.
  • Prime testimonianze scritte.
    Les Serments de Strasbourg, scritti nel 842. Si tratta di un patto siglato tra Carlo II il Calvo e Ludovico II il Germanico per giurarsi fedeltà reciproca, e per promettere che nessuno di loro avrebbe stretto patti di alleanza con Lotario I. Il francese moderno si è affermato attorno al 17 secolo con scrittori come Malherbe, Descartes, Corneille, Pascal, Racine e Molière. L’Académie française, che stabilisce le basi della lingua, è stata fondata nel 1635 dal Cardinale Richelieu.
  • Come essere gentili.
    Come per le altre lingue romanze, ci sono diversi modi per dire rivolgersi alle persone. Tu si usa con persone che si conoscono, amici. Vous si usa in tutti gli altri casi. Solitamente quando ci si saluta, si porge la mano. In situazioni informali, le donne che incontrano uomini o altre donne si scambiano baci sulle guance (anche se in realtà ci si sfiora solo la guancia). Il numero di baci varia da regione a regione e può arrivare fino a quattro!

 

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Si dice spesso che i bambini imparino le lingue più facilmente rispetto agli adulti, ma è veramente così? Hanno qualche vantaggio speciale, o anche gli adulti possono imparare le lingue proprio come i bambini? Alcuni esperti sostengono che l’infanzia sia un periodo critico per l’apprendimento delle lingue. Ma questa ipotesi, è veramente fondata? O forse i bambini affrontano l’apprendimento linguistico nel modo giusto?

 

Nel precedente articolo, che puoi trovare qui, abbiamo iniziato a spiegare alcuni dei motivi per cui effettivamente i bambini sono più bravi degli adulti a imparare le lingue. Allo stesso tempo però, abbiamo dimostrato come anche gli adulti possano ricorrere agli stessi metodi per ottenere dei risultati.
In particolare abbiamo parlato delle numerose opportunità offerte ai bambini, a casa e a scuola. I bambini sono costantemente immersi in un ambiente che permette loro di apprendere e assorbire tutto. Allo stesso modo, anche gli adulti possono ricreare le stesse circostanze per imparare le lingue facilmente. Abbiamo analizzato la differenza tra imparare una lingua e acquisirla con naturalezza e spontaneità. La grammatica è importante, senza dubbio, ma allo stesso tempo devi avere fiducia in te stesso e buttarti. Parla, fai errori e impara da questi ultimi.

Di seguito ti illustreremo altri tre motivi per cui i bambini sono un asso a imparare le lingue.

 

Motivo 3) I bambini hanno l’orecchio per i fonemi – il suono di una lingua.

Ci sono studi che mostrano come i bambini siano particolarmente bravi nell’apprendimento dei fonemi rispetto agli adulti. Imparare le lingue fin dalla tenera età comporta meno sforzi per suonare come un nativo. Gli adulti possono essere altrettanto bravi, ci mettono solo un po’ di più. A volte pare impossibile capire cosa stia dicendo una persona, anche se conosci tutte le parole se le vedi scritte. Molte volte una lingua è più veloce se parlata, e tutte le parole sembrano uscire come una.

Il modo migliore per differenziare e imitare i suoni degli idiomi è essere esposti il più possibile alle lingue. Non significa per forza che devi viaggiare oltreoceano, non devi essere in un altro paese per immergerti. Certo è fantastico essere circondati tutto il tempo da una lingua e comprenderne il contesto culturale. Ma questo si può fare anche a casa. Puoi essere costantemente esposto a suoni stranieri grazie a risorse come YouTube, Netflix, Spotify, podcast e radio. Per gli adulti è più facile imparare strutture linguistiche. Siamo dei campioni nello stabilire dei pattern che ci semplificano lo studio rendendolo più efficace. Gli adulti, inoltre, conoscono più a fondo la lingua e riescono a riconoscere parole straniere che assomigliano e significano la stessa cosa nella loro lingua o in un’altra lingua straniera.

Motivo 4) I bambini non hanno paura di commettere errori (e imparano da questi).

Gli esperti parlano di ipotesi “monitor”. Secondo questo concetto, quando gli adulti imparano una lingua, ogni nozione imparata agisce come “monitor”. Il che significa che dopo aver pensato a ciò che vuoi dire nella lingua target, usi le tue conoscenze pregresse per controllare che non ci siano errori nel discorso pianificato. Poi, dopo aver parlato, potresti correggerti ulteriormente. Chi utilizza bene questa strategia, sa di non doverne abusare. Correggendo lievemente il discorso si evita di interrompere la conversazione troppo spesso. Ovviamente, gli adulti tendono a usare troppo il monitor interno. Ci preoccupiamo di suonare stupidi e questo ci impedisce di buttarci e fare pratica.

I bambini al contrario non sembrano minimamente turbati, com’è possibile? Imparare le lingue richiede molta più sicurezza rispetto ad altre attività. Per esempio, quando inizi a suonare la chitarra, sai che nessuno si aspetta che tu ti esibisca davanti a tutti. Con le lingue invece devi “esibirti” tutto il tempo se vuoi migliorare. Una missione estremamente complicata, specialmente se sei timido, ma avventurarti olte la tua zona di comfort ti farà sentire realizzato. Non ci sono aspettative se parli fin dal primo giorno, per cui puoi concederti tutti gli errori che vuoi. Non c’è pressione e i tuoi progressi miglioreranno la tua fiducia in te stesso.

Motivo 5) I bambini ignorano l’idea di diventare fluenti.

Spesso sono i genitori o la scuola a gestire l’apprendimento dei bambini, che ovviamente non possono scegliere. Alcuni bambini devono essere bilingue per riuscire a capire entrambi i genitori. Questo origina l’impulso a diventare fluenti in quella lingua. Quindi devi solo ricreare quell’esigenza. Un bambino non vede la fluenza come un obiettivo irraggiungibile, non lo vedono nemmeno come obiettivo. Concentrarsi troppo sul risultato finale può essere scoraggiante. In quanto adulti che apprendono coscientemente, siamo più consapevoli della prospettiva della fluenza e spesso l’obiettivo ci sembra spaventoso. Imparare come un bambino non sarà mai la soluzione. Tuttavia possiamo prendere esempio da loro per migliorare ed essere più motivati. Se hai difficoltà con la motivazione, fai ciò che più ti spaventa. Questo diventa un impulso che ti farà realizzare ciò di cui sei capace. Più fai qualcosa che ti spaventa, più questa diventa facile. Per esempio se parli il più possibile non ti farà più paura e sarai migliorato! Sfidare te stesso ti farà guadagnare fiducia e motivazione. Otterrai risultati più velocemente e di conseguenza sarai ancora più motivato.

 

Raggiungere la fluenza in una lingua è uno dei più grandi successi che puoi ottenere – indipendentemente dalla tua età.

 

 

Si dice spesso che i bambini siano più bravi degli adulti a imparare le lingue, ma è veramente così? Hanno qualche vantaggio speciale, o anche gli adulti possono imparare le lingue proprio come i bambini? Alcuni esperti sostengono che l’infanzia sia un periodo critico per l’apprendimento delle lingue. Ma questa ipotesi, è veramente fondata? O forse i bambini affrontano l’apprendimento linguistico nel modo giusto?

 

In questo articolo spiegheremo la tecnica esatta utilizzata dai bambini per imparare le lingue. Come potrai vedere, anche gli adulti possono ricorrervi, anche se in modo diverso. Dopo aver letto perché, penso che converrai con noi nel sostenere che “i bambini sono un asso nell’imparare le lingue” non sia altro che una carta che gli adulti giocano per evitare di studiarle.
Vediamo di seguito come i più piccoli studiano le lingue straniere e due dei cinque motivi per cui ci riescono talmente bene, seguici per leggere la seconda parte dell’articolo!

 

Motivo 1) Ai bambini le opportunità sono servite su un piatto d’argento.

Potreste obiettare che i bambini partono già avvantaggiati visto che iniziano a imparare una lingua senza deciderlo. Sono i maestri o i genitori a insegnare loro e questo comporta un contatto regolare con la lingua target. Se l’apprendimento avviene in casa, probabilmente i bambini sono circondati da familiari che parlano la stessa lingua, così come da abbondanti risorse orali e scritte. In questo caso, sono immersi nell’idioma gratuitamente. L’immersione e la sensazione di “non dover nemmeno decidere di studiare” la puoi ricreare facilmente anche tu (vedi più avanti)! I piccoli che imparano a casa sono avvantaggiati poiché completamente sommersi nella lingua.

D’altra parte invece, non è detto che l’insegnamento scolastico sia la migliore delle soluzioni. Facciamo un esempio. Di tutti gli alunni che studiano inglese a scuola, pochi sono quelli che veramente assorbono la lingua. Molti di essi, riescono a malapena a ricordare qualche parola prima di iniziare le medie! Spesso gli adulti pensano che i bambini siano come delle spugne magiche, quando in molti casi non è così. Nonostante i bambini abbiano l’opportunità di studiare a scuola, molte volte non è questo a renderli fluenti. Il bello della scuola però è che insegna attraverso il divertimento. Canzoni, rime e filastrocche permettono ai bambini di arricchire il vocabolario divertendosi. Ora, non ti stiamo dicendo di aggiungere tutte le canzoncine alla tua routine, però ti vogliamo mostrare come imparare le lingue sia più facile se ci si diverte!

Motivo 2) I bambini non capiscono che stanno imparando.

I bambini abbracciano la sfida dello studio in modo diverso rispetto agli adulti, tanto che non la considerano nemmeno come una sfida. C’è una differenza tra imparare una lingua e acquisire una lingua. Il primo è un processo che ti sarà familiare poiché implica lo studiare una lingua coscientemente. Ciò include tutte quelle odiose regole di grammatica che usavi a scuola. L’acquisizione invece è il conoscere gradualmente una lingua attraverso stratagemmi come il parlare. Avviene a livello di subconscio e non è altro che il risultato dell’interagire nella lingua target. Per esempio, uno studente passa un anno in Francia e torna con un buon livello di francese. Questo può avvenire senza che lui abbia la minima idea di come si formi subjonctif o altri tempi verbali, anche se li usa senza difficoltà. I bambini sono maestri dell’acquisizione, se ci pensate hanno appena acquisito la loro lingua madre, perché dovrebbero mettersi a studiare la grammatica di un’altra lingua?

Gli adulti possono facilmente prendere esempio dall’atteggiamento dei bambini. D’altra parte, uno dei modi migliori per studiare una lingua è parlarla fin dal primo giorno. Se la grammatica ti sembra impossibile probabilmente ti ci stai focalizzando molto più del dovuto. Sì, certo la grammatica è importante visto che molti vogliono raggiungere la fluenza del madrelingua. Se però ti demotiva, cambia la tua routine! Prima acquisisci, poi studia. Parla, fai errori e poi studia le regole che spiegano dove hai sbagliato. Riuscirai a capire meglio le regole e perderai meno tempo a cercare di decifrarle. Da adulto, la maggior parte dello studio dev’essere un processo cosciente. Richiede uno sforzo maggiore, ma avrai più risultati! Sei tu ad avere il controllo e puoi scegliere quello che funziona meglio per te. Per cui essere adulti ha i suoi benefici, puoi scegliere di fare cose che ti facciano divertire e imparare proprio come un bambino.

 

Seguici per leggere la seconda parte dell’articolo!

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